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CLEDONOMANZIA: L'ARTE DIVINATORIA DI INTERPRETARE LE PAROLE ASCOLTATE

Cledonomanzia

CLEDONOMANZIA: L'ARTE DIVINATORIA DI INTERPRETARE LE PAROLE ASCOLTATE

“Le parole hanno il valore che dà loro chi le ascolta”. (Giovanni Verga)

È sicuramente capitato quasi a tutti, almeno una volta nella vita, di sentire pronunciare il nostro nome in mezzo alla folla e girarsi per vedere chi ci chiamava, accorgendosi che nessuno lo aveva fatto; o di captare frasi o discorsi, in modo casuale, da persone sconosciute e di passaggio, che hanno attirato la nostra attenzione.

 

Questi accadimenti venivano considerati un importante segnale dagli antichi, talmente importante da essere visto come un presagio, un avvertimento degli Dei verso gli esseri umani, interpretando i fenomeni che accadono, mai in modo casule, ma rivestendoli di un significato divino o comunque ultraterreno. Nel mondo antico si codificarono dei rituali a cui attraverso, si arrivava a dare una forma divinatoria a tali parole, frasi, suoni. Anche l’udire in maniera del tutto casuale ma con la consapevolezza di un significato preciso, può e poteva rappresentare un’arte divinatoria.

 

Come vengono interpretate le parole che udiamo?


Le parole o i suoni che udiamo possono essere interpretati come regalo o come un importante consiglio: completano i nostri pensieri, sciolgono dei dubbi o rispondono alle domande che ci poniamo; dipende dal significato che ne diamo, dall’importanza con cui accogliamo questi messaggi.


Queste parole, venivano chiamate nell’antichità, cledon dal Greco kledon, che significa “nome augurale” o “parola di presagio”, tali frasi potevano essere considerate di buono o cattivo presagio. La Cledonomanzia era attribuita alla Dea Cecere, dove era praticata in templi a lei dedicati, il responso oracolare si dava ascoltando le voci udite nella folla, dopo aver chiesto l’aiuto agli Dei, perché concedessero il loro messaggio a chi lo ricercava.

 

Tra questi Dei, il più invocato era Hermes, considerato il messaggero, ponte tra gli Dei e gli uomini, e quindi interprete e protettore dei messaggi che dal cielo, venivano trasmessi agli umani. Le voci della folla, ascoltate con attenzione, venivano considerate lo strumento di cui si serviva per comunicare il segno profetico.

 
La storia della Cledonomanzia:

 

Nel tempio di Pausania, c’era una statua del dio Hermes, dopo aver bruciato dell’incenso e messo sull’altare una moneta di bronzo, ci si avvicinava alla statua, sussurrando al suo orecchio la domanda che si voleva porre. Poi, tappandosi le orecchie, si raggiungeva un luogo affollato, appena giunti si liberavano mettendosi in ascolto, la prima frase che si sentiva era la risposta alla domanda posta.

 

La pratica si diffuse fuori dal territorio Greco e fuori dalle mura dei tempi, per la relativa facilità, nell’ottenere le parole oracolari ma anche d’interpretarle, non necessitante per forza, di un esperto che traduceva il vaticinio.


Dopo che i templi pagani caddero, per l’avvento del cristianesimo, tale divinazione non cessò di esistere ed è arrivata intatta fino a noi, come pratica da scoprire o da riscoprire, per avere uno strumento in più nel desiderio di un aiuto, per qualsiasi dubbio o tormento ci possa attanagliare.

 

La Cledonomanzia postula che niente sia casuale e che i fatti del mondo siano legati da nessi segreti, misteriosi ai più, ma chiari se ci si pone nell’atteggiamento di accogliere tali segreti. Qualsiasi stimolo, per quanto casuale o vago, può rivelarsi importante e celare una risposta ai propri problemi, perciò porre attenzione a quello che si trova intorno a noi può collegarci con un sapere più alto e accettare che tale fenomeno ci può riguardare direttamente.

 

Ponendosi con un atteggiamento di fiducia devozionale, quelle parole fortuite, quelle frasi, quei dialoghi colti al volo, diventano segnali di presagio, attribuiti a divinità contattate con apposite preghiere o solo al proprio volere di dargli un significato rivelatore; vengono pertanto adattati per analogia alla vicenda che ha originato la consultazione e quindi decifrati come responso, come se costituissero una chiave di volta della circostanza personale che ha spinto a ricorrere alle divinità, per saperne di più.

Nell’ambito della religione cristiana, è ancora viva questa tradizione, legata però, all’invocazione dei Santi e non di Dei, per avere la risposta che si attende. Ad esempio, in alcune culture, come quella siciliana, esistono dei rituali introdotti da preghiere e novene, per creare un contatto con il santo: si organizza un pellegrinaggio e ponendosi in cammino, una delle persone preposte recita delle novene per tutto il tragitto. Le frasi o parole, che gli altri pellegrini sentono, della preghiera o casualmente durante il tempo di arrivare a destinazione, diventa la risposta alla domanda che ognuno di loro ha posto nella segretezza della sua anima.

 
Tutti possono affidarsi alla Cledonomanzia

 

La Cledonomanzia non è una pratica difficile, l’importante è porsi in ascolto con l’animo di accogliere ogni segnale che può arrivarci dall’esterno.  Vediamo come possiamo praticare tale metodologia divinatoria, nella nostra vita quotidiana:

 

·         Prima di tutto dobbiamo recitare per nove volte una preghiera (Novena) pronunciando il nome del santo che si decide di invocare. Potete usare una preghiera a voi usuale o potete trovare degli esempi molto belli su internet, ad esempio, delle novene dedicate a Santa Rita da Cascia o alla Madonna dei Nodi. Se la vostra fede è diversa o non volete invocare Santi cristiani, andrà bene qualsiasi preghiera fatta con il cuore.

 

·         Offrire al Santo o al Dio a cui ci rivolgiamo un’offerta, come fiori, accendere candele o incensi, del cibo come latte e miele o pane e burro.

 

·         Mentre si recita la preghiera si pensa intensamente alla domanda che si vuole porre o al problema che ci affligge.

 

·         Finito il rituale attuato, si ascoltano le voci e i suoni che ci arrivano dall’esterno o ci si pone in un luogo di passaggio, ma, per noi persone di oggi, vale anche accendere la radio o la televisione, e fare tesoro delle prime parole che si sentono, anche se udite in una canzone.

 

Non solo le voci che compongono frasi vanno prese in considerazione, anche i suoni o i versi degli animali possono essere importanti per tradurre il messaggio che dall’alto riceviamo.

 

 

Guardiamo alcuni significati:

 

·         Frasi o parole: questi fatti di senso compiuto, sono le più facili da decifrare, forse non nell’immediatezza, a volte non appare il senso di primo acchito, ma ripetendole in noi e facendo libere associazioni mentali, si rivelano in tutto il loro profondo significato e aiuto.

 

·         Sentirsi chiamare con il proprio nome: indica un forte pensiero o una richiesta d’aiuto di qualcuno che si conosce e a cui si vuole bene. Può essere considerato anche un avvertimento verso un evento che sta per formarsi nella nostra vita o un contatto con forme più alte e ultraterrene, si può considerare come “chiamata” ad occuparsi di questioni interiori e spirituali.

 

·         Parolacce o parole volgari: non si vuole accettare la realtà di alcune situazioni che si sta vivendo e che sono dannose per il nostro equilibrio vitale. Queste possono essere anche forme di dipendenza da qualsiasi cosa o persona.

 

·         Pianto o risata: sono interpretati come un segnale positivo o negativo, la differenza è facile da capire ma se la risata dovesse presentare un tono isterico o sarcastico, viene considerata come un messaggio negativo.

 

·         Le voci dei bambini: hanno sempre valenza positiva, anche le loro urla di gioco.

 

·         La chiusura di una porta, di una serranda, di un bandone o di uno sportello: annunciano una chiusura definitiva e improvvisa.

 

·         L’abbaiare di un cane o il verso di ogni animale: indicano una soluzione improvvisa di un problema. Ovviamente dipende anche dalla forma del suono: se è l’abbaiare rabbioso di un cane, il miagolio d’affetto di un gatto o il cinguettare civettuolo di un uccellino.

 

·         Il fischio di un treno o il rombo di un aereo: portano buone notizie entro breve tempo.

 

·         Le parole straniere: indicano qualcosa che non vogliamo capire o vedere, per paura o insicurezza.

 

·         Il suono di una tromba: annuncia un possibile risveglio interiore o una notizia importantissima in arrivo.

 

·         Un clacson; viene interpretato come un avvertimento a cui dobbiamo stare molto attenti, per il pericolo che può portare con sé.

 

·         Il vetro che si rompe: indica che qualcosa potrebbe portare molta tristezza e dolore nella propria vita.

 

·         Il cigolio di una ruota di legno: indica che un vecchio problema sta per risolversi.

 

·         Campana di una chiesa: un lieto evento si sta per compiere, può riguardare anche un imminente matrimonio o l’arrivo del partner giusto.

 

·         Suono della pioggia che cade: arrivo di lacrime o forte malinconia, dovuta ad un sentimento non corrisposto.

 

 Queste sono solo alcune interpretazioni generiche, che vanno però contestualizzate dalla persona che le riceve e perciò percepite interiormente, per capire realmente la valenza che hanno nella risposta o soluzione, di un dato problema.